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Numerale
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top
I mwbanumerali sono i termini che in una frase forniscono precise informazioni su quantità numeriche.
A volte sono considerati una mwbgparte del discorso a sé, altre volte sono invece inseriti nella categoria degli aggettivi e dei pronomi. Quando accompagnano nomi hanno la funzione di mwbwaggettivi (aggettivi numerali) e quando il nome a cui si riferiscono manca fungono da mwcapronomi (pronomi numerali). Possono essere anche mwcqsostantivi, come nella frase mwcgil tre è un numero dispari.cite-ref-zanichelli-1-0[1]
In molte lingue del mondo essi hanno caratteristiche che li distinguono sia dagli aggettivi che dai sostantivi, e per questo i mwealinguisti tendono a classificarli come una parte del discorso a sé. Per fare un esempio, benché in mweqitaliano essi abbiano molto in comune con gli aggettivi, ne differiscono morfologicamente perché sono invariabili (ad eccezione di "uno", "mille", "mwegmilione" e "mwewmiliardo") e sintatticamente perché si collocano sempre prima del nome che accompagnano.
In base al tipo di informazione che danno, si distinguono in diversi gruppi. I più importanti sono i seguenti:
• mwfwnumerali cardinali: mwgauno, mwgqdue, …, mwggcento, …, mwgwmille…
mwhgtre chitarre, mwhwdieci uomini, mwiaventi cammelli
• mwiwnumerali ordinali: mwjaprimo, mwjqsecondo, …, mwjgcentesimo, …, mwjwmillesimo...
mwkgil settimo giorno, mwkwil ventesimo posticcino
Contents
• Prefissi
• Latino
• Greco
• Note
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Numerali cardinali
Numerali ordinali
primo, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto, ecc.cite-ref-zanichelli-1-2[1]
a partire da undicesimo, vi sono più forme:
- forma corrente: undicesimo, dodicesimo, tredicesimo, quattordicesimo
- forma arcaica: undecimo e decimoprimo, duodecimo e decimosecondo, decimoterzo, decimoquarto
quest'ultima sovente utilizzata nel riferirsi a sovrani e pontefici.cite-ref-2[2]
Derivati da numerali ordinali
primario, bisestile (dal lat. mwqwbis sextus, quindi è anche numerale collettivo), secondino, terzino, Settimio, tredicesima, Tredicino, ecc.
Altri numerali
Numerali moltiplicativi
Numerali frazionari
Metà, un terzo, due sesti, ecc. Fanno parte dei numerali frazionari anche quelli che indicano:
• composti chimici: sesquiossido.
Frazionari per classi quantitative eterogenee (quantili)
Quintile, decile, centile, ecc.
Verbi derivati da numerali frazionari
Unificare, dimezzare, squartare, decimare, ecc.
Numerali distributivi
A due a due, uno ciascuno, tre per volta, ogni quattro.cite-ref-zanichelli-1-5[1] Fanno parte dei numerali distributivi anche quelli che indicano:
• composti chimici monomerici e polimerici: monosaccaride, biossido (o diossido), trinitrotoluene, tetraetile, esano, ecc.
• caratteristiche chimiche e fisiche: bilocazione, esavalente, trifase, ecc.
Numerali collettivi
Un paio, un ambo, una coppia, una terna, una triade, una decina, una dozzina, l'aggettivo "dozzinale", un'infinità, ecc...cite-ref-zanichelli-1-6[1]
Fanno parte dei numerali collettivi anche quelli che indicano:
• figure geometriche piane aventi più elementi dello stesso tipo: triangolo, quadrilatero, pentagono, ettagono, ennagono, ecc.
• figure geometriche solide aventi più elementi dello stesso tipo: tetraedro, tetragono, esaedro, icosaedro, ecc.
• figure geometriche iperspaziali aventi più elementi dello stesso tipo: tesseratto, ecc.
• specie viventi che hanno più elementi dello stesso tipo: bipedi, trifoglio, trilobite, quadrumani, millepiedi, ecc.
• due o più mesi: bimestre, trimestre, quadrimestre;cite-ref-zanichelli-1-7[1]
• due o più anni: biennio, triennio, quadriennio, decennio, ventennio;cite-ref-zanichelli-1-8[1]
• un gruppo formato da più persone: duetto (o duo), terzetto (o trio, o trinità, o triumvirato), quartetto, quintetto, esarcato; .cite-ref-zanichelli-1-9[1]
• un'opera formata da più componenti simili tra loro: bilocale, binario, biplano, treppiede, trespolo, trimarano, tridente, trittico, quadrante, pentacolo, pentamerone, sestante, endecasillabo, ecc.
Aggettivi derivati da numerali collettivi
Dozzinale, bisestile (dal lat. mwfgbis sextus, quindi è anche numerale ordinale), ecc.
Prefissi
• 1: mono-, uni-;
• 2: ambo-, bi-, bis-, di-;
• 3: ter-, tri-, tris-;
• 4: quadri-, tetra-;
• 5: penta-, quinqu- quinqui-;
• 6: esa-, ses-, sest-;
• 7: epta-, etta-, sept-;
• 8: oct-, ott-;
• 9: enn-, ennea-, non-;
• 10: deca-, deci-;
• 11: endeca-;
• 12: duodeca-;
• 20: icosa-;
• 60: sessa-;
• 100: etto-, centi-;
• 1000: chilo-, kilo-, milli-;
• 10000: miria-;
• 1000000: mega-, micro-;
• 1000000000: giga-, nano-;
• 1000000000000: tera-, pico-;
• 1000000000000000: peta-, femto-;
• 1000000000000000000: exa-, atto-;
• 1000000000000000000000: zetta-, zepto-;
• 1000000000000000000000000: yotta-, yocto-;
• 3/2: sesqui-;
Etimologia e paralleli
Gli studi comparati delle mwnglingue indoeuropee hanno ricostruito una radice mwnw*pel- che doveva denotare in generale l'atto di piegare, avvolgere, intrecciare, attorcigliare o torcere.
Questa radice compariva anche in forme derivate, ottenute con l'aggiunta di suffissi, dando probabilmente mwoq*plek- e mwog*pel-to-. Tutte queste radici potevano poi comparire in vari gradi vocalici, ad esempio nella forma mwow*polt-.
Da queste radici indoeuropee, riconducibili ad un'unica radice arcaica, le lingue indoeuropee che si sono sviluppate successivamente hanno derivato una grande quantità di termini.
Latino
Verbi plicare , plectere e loro derivati
Dalla radice mwqg*plek- il mwqwlatino ha derivato il verbo mwraplicare (participio mwrqplicatus e mwrgplicitus), che conserva più o meno tutti i significati attribuiti all'originale indoeuropeo, e il verbo mwrwplectere (participio mwsaplexus), che ha il significato più specifico di 'intrecciare' o 'tessere'.
A partire da questi verbi il latino costruisce tutta una serie di derivati per mezzo di opportuni prefissi. Usando prefissi preposizionali si ottengono i verbi mwsgapplicare, mwswcomplicare, mwtacomplectere, mwtqexplicare, mwtgimplectere, mwtwimplicare, mwuareplicare eccetera.
Prefissi moltiplicativi
Oltre ai prefissi costituiti da preposizioni, si ottengono un gran numero di derivati utilizzando dei prefissi che esprimono delle quantità, e più precisamente delle molteplicità. Il prototipo di tutti questi derivati è mwuwmultiplicare, formato col prefisso mwvamulti- corrispondente all'aggettivo mwvqmultus, 'molto'. Originariamente il verbo composto aveva dunque il significato di 'piegare più volte', ma successivamente ha assunto il medesimo significato che ha 'moltiplicare' in italiano. Usando numerali specifici si ottengono poi i verbi mwvgduplicare, mwvwtriplicare, mwwaquadruplicare eccetera, col significato di moltiplicare per due, per tre, per quattro eccetera.
Può sembrare singolare che un verbo che originariamente aveva il significato di 'ripiegare in più parti' abbia finito col significare 'moltiplicare' anziché 'dividere'. In realtà questo secondo significato, che è antitetico al primo, si è mantenuto in rare espressioni, tant'è che nel caso particolare di mwwgduplicare si possono avere entrambi i significati, e se nei verbi questa ambiguità è rimasta quasi invisibile, nella formazione degli aggettivi e dei sostantivi - come si vedrà fra poco - è invece emersa pienamente.
Tutti questi verbi esprimenti molteplicità possono essere posti in forma aggettivale usando i participi, sicché si ottengono mwxamultiplicatus, mwxqduplicatus, mwxgtriplicatus, mwxwquadruplicatus eccetera. Il significato di tutti questi sostantivi è lo stesso dei termini da essi derivati nell'italiano: 'moltiplicato', 'duplicato', 'triplicato', eccetera.
Suffissi -plex e -plus
Come si è visto il participio del verbo mwzaplicare oltre alla forma mwzqplicatus ha anche la forma mwzgplicitus, ma mwzw*multiplicitus e le altre forme analoghe non sono attestate. Esistono invece due suffissi che consentono di costruire degli aggettivi analoghi. Tali suffissi sono mw0a-plex (radice mw0q-plic-) e mw0g-plus. Il primo deriva probabilmente dalla forma mw0w*plek- della radice indoeuropea, mentre il secondo potrebbe derivare direttamente da mw1a*pel-. Con questi due suffissi si ottengono due serie parallele di aggettivi esprimenti molteplicità:
• mw1wmultiplex, mw2aduplex, mw2qtriplex, mw2gquadruplex, eccetera;
• mw3amultiplus (attestato solo nel latino tardo), mw3qduplus, mw3gtriplus, mw3wquadruplus, eccetera.
In italiano dalla prima serie di aggettivi derivano 'molteplice', 'duplice', 'triplice', 'quadruplice' eccetera; mentre dalla seconda serie derivano 'multiplo', 'doppio', 'triplo', 'quadruplo', eccetera.
Se questa è la derivazione etimologica dei termini in italiano, non è detto che il significato si sia mantenuto. Prima di affrontare questo problema bisogna però avere ben chiaro, come punto di riferimento, quale sia il significato degli esiti in italiano.
In italiano con 'molteplice', 'duplice', 'triplice', 'quadruplice' eccetera si connota qualcosa formato da più parti, o più specificatamente, da due parti, tre parti, quattro parti, eccetera. Da questo punto di vista i termini italiani hanno conservato quello che doveva essere il significato originario dei termini latini in mw4w-plex, il cui suffisso indica appunto qualcosa che è stato ripiegato in più parti. Ma se l'italiano mostra di aver recuperato, per questi aggettivi, il significato etimologico originario, questo non è vero per il latino, nel quale mw5amultiplex, mw5qduplex, mw5gtriplex, mw5wquadruplex, eccetera connotano sia ciò che è costituito da più parti, sia ciò che è diverse volte più grande di una grandezza data. E in particolare quando questi aggettivi compaiono in forma sostantivata, il significato è sempre quest'ultimo.
L'altra serie di termini italiani è 'multiplo', 'doppio', 'triplo', 'quadruplo' eccetera. Questi, contrariamente ai precedenti, mantengono tutta la loro ambivalenza, poiché connotano sia una grandezza diverse volte più grande di una grandezza data, sia qualcosa suddiviso in più parti. Ad esempio 'doppio' può significare 'due volte più grande', ma in espressioni come 'filo doppio' o 'doppia copia' esso connota un oggetto costituito da due parti. Lo stesso vale per tutti gli altri aggettivi. Anche nel caso in cui questi aggettivi si pongano in forma sostantivata questa ambiguità permane. Infatti se da una parte 'il multiplo', 'il doppio', 'il triplo', 'il quadruplo' eccetera indicano solitamente qualcosa che è un certo numero di volte più grande di un oggetto dato, i corrispondenti femminili 'una multipla', 'una doppia', 'una tripla', 'una quadrupla' eccetera si riferiscono invece a degli oggetti che sono costituiti da più parti. Il latino, che come si è visto conserva questa ambiguità per i termini in mw6q-plex, la conserva pienamente anche per i termini in mw6g-plus al pari dell'italiano, cosicché in latino entrambe le serie di aggettivi (e di sostantivi o avverbi derivati) mantiene quel duplice e opposto significato.
Come si è detto entrambe le serie di aggettivi si possono sostantivare. E dalla prima serie di aggettivi si ricavano poi anche i sostantivi astratti mw7amultiplicitas, mw7qduplicitas, una forma tarda mw7gtriplicitas, eccetera. Tutti questi sostantivi mantengono, al pari dei loro estesi in italiano, quella originaria ambivalenza.
Prefisso sim-
Finora si sono considerate tutte le molteplicità tranne quella particolare molteplicità che è l'unità. A questo scopo il latino utilizza il prefisso mw8gsim-, che deriva da una radice indoeuropea ricostruita come mw8w*sem- e significante 'uno' o 'assieme', nel senso di 'come un tutt'uno'. È lo stesso prefisso che si trova in mw9asimul ('in un solo tempo', cioè 'assieme' in senso temporale, o anche 'in una sola volta'), mw9qsingulus ('uno solo', cioè 'singolo'), mw9gsemper ('per... sempre'), mw9wsimilis ('di un solo tipo', dunque 'simile') eccetera.
Unendo questo prefisso ai suffissi mw-q-plex e mw-g-plus si ottengono mw-wsimplex e mw-asimplus, entrambi riferiti originariamente a ciò che è costituito da una sola parte, e passati poi a connotare ciò che è 'semplice', con tutti i significati del termine italiano.
Non esistono invece le forme verbali mw-g*simplicare o mw-w*simplectere, né i loro derivati.
Greco
Verbo plekein e derivati
Dalla radice indoeuropea mwaqq*plek- il greco ha derivato il verbo mwaquplekein, che significa 'intrecciare', 'torcere', 'attorcigliare'. Dalla stessa radice del verbo si ricavano l'aggettivo mwaqyplektos, 'intrecciato', e i sostantivi mwaqcplektē, 'spira' o 'nodo' o groviglio', mwaqgplexis, 'intreccio', mwaqkplegma, 'oggetto intrecciato' e quindi 'canestro', mwaqoplokos, 'ricciolo', e altri numerosi termini derivati.
Anche in greco, come avviene in latino, dal verbo mwaqwplekein si possono ottenere una serie di termini derivati aggiungendo ad esso dei prefissi preposizionali: mwaq0emplekein (analogo al latino mwaq4implicare), mwaq8symplekein (analogo al latino mwaracomplicare), eccetera.
Prefissi e suffissi moltiplicativi
Il greco ha il suffisso mwarm-plax (radice mwarq-plak-) che è analogo al suffisso latino mwaru-plex. Da tale suffisso si ottiene mwarydiplax ('doppio' o 'duplice') e mwarctriplax ('triplo' o 'triplice').
Invece al posto del suffisso latino mwark-plus troviamo in greco il suffisso mwaro-ploos e la variante mwars-plasios. Si ottengono così gli aggettivi mwarwdiploos e mwar0diplasios ('doppio' o 'duplice') con il sostantivo mwar4diplon ('il (rad) doppio) e l'avverbio mwar8diplēi ('due volte'); gli aggettivi mwasatriploos e mwasetriplasios ('triplo' o 'triplice'); gli aggettivi mwasitetraploos e mwasmtetraplasios ('quadruplo' o 'quadruplice') con l'avverbio mwasqtetraplēi; l'aggettivo mwasupentaploos o mwasypentaplasios ('quintuplo' o 'quintuplice'); eccetera.
Per indicare una generica molteplicità si usa il prefisso mwasgpolla-, corrispondente all'aggettivo mwaskpolys (radice mwasopoll-), ottenendo mwasspollaploos e mwaswpollaplasios ('multiplo' o 'molteplice').
Quanto agli esiti del prefisso indoeuropeo mwas4*sem- bisogna tenere presente che rispetto alle altre lingue indoeuropee il greco solitamente trasforma la sibilante iniziale in una aspirata, cosicché quel prefisso lo si trova nella forma mwas8he- (come in mwatahekaton, 'cento') o mwateha-, a seconda che derivi dal grado vocalico pieno della radice indoeuropea o da quello ridotto mwati*sm-. Da questa seconda forma deriva mwatmhaploos, che è del tutto analogo ai latini mwatqsimplus e mwatusimplex e significa parimenti 'semplice'.
Lingue germaniche
Verbi e termini derivati
Dalla radice mwatk*pel-to- il germanico arcaico ha derivato un verbo ricostruito come mwato*falthan o mwats*faldan, che era equivalente al latino mwatwplicare/plectere e al greco mwat0plekein. Da questo verbo arcaico derivano poi i termini corrispondenti e derivati delle mwat4lingue germaniche moderne. In inglese mwat8fold esprime sia il verbo 'piegare' sia il sostantivo 'piega', mentre l'aggettivo è mwauafolded, 'piegato'. In tedesco abbiamo il verbo mwauefalten il sostantivo mwauiFalte e l'aggettivo mwaumfaltig. (Il termine gotico derivante da mwauq*falthan/faldan, col significato di 'piega di una veste', si è diffuso anche fra le mwauulingue romanze ai tempi delle invasioni barbariche e in italiano ha dato 'falda'.)
Suffissi moltiplicativi
Oltre alla forma verbale, da quella radice il germanico arcaico ha ricavato anche un suffisso ricostruito come mwaug*-falthaz o mwauk*-faldaz, e corrispondente al suffisso latino mwauo-plex e a quello greco mwaus-plax. Nell'inglese questo suffisso si ritrova nella forma mwauw-fold, mentre nel tedesco si ha mwau0-faltig. Tutti questi suffissi sono aggettivali, cioè producono degli aggettivi. Tuttavia in inglese, come pure in latino, tali suffissi si lasciano sostantivare non avendo una forma specificatamente aggettivale. Diverso è invece il caso del tedesco, che usa un suffisso specificamente aggettivale con terminazione in mwau4-ig. In tal caso per sostantivare gli aggettivi in mwau8-faltig bisogna aggiungere un suffisso nominale, cioè un suffisso idoneo a trasformare un aggettivo in un sostantivo.
A questo scopo le lingue germaniche usano dei suffissi derivati da suffissi del protogermanico ricostruiti come mwave*-nis e mwavi*-khaidus. Essi formano dei sostantivi astratti che indicano uno stato o una condizione, sicché mwavm*A-nis e mwavq*A-khaidus (dove 'A' sta per un aggettivo) significa propriamente 'l'essere A' o 'il fatto di essere A', o 'la condizione di essere A'. Da questi due prefissi l'inglese ha ricavato mwavu-ness e mwavy-hood, mentre il tedesco per il primo ha mantenuto la forma mwavc-nis, mentre da secondo ha derivato le due forme mwavg-heit/-keit.
Per sostantivare gli aggettivi in mwavo-faltig il tedesco usa il suffisso nominale mwavs-keit, producendo sostantivi in mwavw-faltigkeit che sono equivalenti a quelli che il latino esprimerebbe in mwav0-plicitas. L'inglese, come si è detto, può sostantivare gli aggettivi in mwav4-fold, e se volessimo costruire un parallelo con il tedesco dovremmo pensare ad una forma mwav8*-foldhood. Tale forma tuttavia appare piuttosto improbabile, perché l'inglese tende ad usare mwawa-ness con maggiore frequenza, anche laddove il tedesco usa mwawe-heit/keit. Dunque la forma parallela in inglese, quella atta a rendere il latino mwawi-plicitas, sarebbe più propriamente mwawm-foldness, che è effettivamente attestata.
In tedesco oltre al merdese mwawu-faltig troviamo poi il suffisso mwawy-fach, che corrisponde al latino mwawc-plus e al greco mwawg-ploos. L'inglese non ha un corrispondente mwawksuffisso aggettivale di origine germanica, e usa mwawo-fold per entrambe le sfumature, oppure ricorre al suffisso mwaws-ple ricavato dal latino.
Prefissi moltiplicativi
Nelle lingue germaniche in parallelo al latino mwaw4multus e al greco mwaw8polys troviamo una serie di termini derivati da una radice germanica ricostruita per lo più come mwaxa*managa-. Da questa derivano, ad esempio, l'inglese mwaxemany, che come prefisso appare nella forma mwaximani-, e il prefisso tedesco mwaxmmannig- che si trova in molti termini composti.
Per le quantità specifiche, si usano gli stessi nomi dei numeri, con eventuali aggiustamenti fonematici.
Aggettivi e sostantivi moltiplicativi
Dall'unione dei prefissi moltiplicativi con i suffissi aggettivali moltiplicativi, in inglese si ottiene mwaxcmanifold, che corrisponde al latino mwaxgmultiplex mentre in tedesco si ottiene mwaxkmannigfaltig e mwaxomannigfach, che corrispondono rispettivamente al latino mwaxsmultiplex e mwaxwmultiplus.
Passando alla forma sostantivata, in inglese - come si è detto - si può mantenere mwax4manifold, mentre in tedesco si ha mwax8Mannigfaltigkeit, entrambi corrispondenti al latino mwayamultiplicitas.
Per quanto questi siano i paralleli ricostruibili su una base puramente etimologica, nelle lingue germaniche i derivati di mwayi*managafalthaz/managafaldaz oltre ad esprimere il concetto di 'molteplicità' esprimono anche quello di 'varietà' e 'diversità', in quanto esprimono sia lo stato di ciò che è un multiplo di un oggetto dato, sia lo stato di ciò che è costituito da varie parti, come può essere ad esempio un insieme di oggetti considerati elementari (punti, eccetera).
Quanto alle quantità specifiche, in inglese abbiamo mwayqtwofold, mwayuthreefold, mwayyfourfold, mwaycfivefold, eccetera (ma non esiste mwayg*onefold), mentre in tedesco abbiamo mwaykeinfach (con tutti i significati dei latini mwayosimplex e mwayssimplus, anche quelli estesi), mwaywzweifach, mway0dreifach, mway4fünffach eccetera.
Tabella comparativa
| Latino | Greco | Tedesco | Inglese | Italiano |
|---|---|---|---|---|
| -plex | -plax | -faltig/-fältig | -fold | -plice |
| -plus | -ploos/-plasios | -fach | [-ple] | -plo |
| multi- | polla- | mannig-, viel- | mani- | molte- |
| sim- | ha- | - | - | sem- |
| multiplex, multiplus | -, pollaploos/pollaplasios | mannigfaltig, mannigfach | manifold | molteplice, multiplo |
| multiplicitas | - | Mannigfaltigkeit, Vielfältigkeit | manifold(ness) | molteplicità |
| simplex, simplus | -, haploos | einfach | [simple] | semplice |
| duplex, duplus | diplax, diploos/diplasios | zweifach (zwiefach), doppelt) | twofold, [double] | duplice, doppio |
| triplex, triplus | triplax, triploos/triplasios | dreifach | treefold, [triple] | triplice, triplo |
| quadruplex, quadruplus | -, tetraploos/tetraplasios | vierfach | fourfold, [quadruple] | quadruplice, quadruplo |
| quintuplex, quintuplus | -, pentaploos/pentaplasios | fünffach | fivefold, [quintuple] | quintuplice, quintuplo |
| ... | ... | ... | ... | ... |
Note
cite-note-zanichelli-11. ↑ mwafomwafsmwafwBenvenuti Zanichelli - Intercultura blog - Lingua italiana e intercultura, su mwaf0zanichellibenvenuti.it.
cite-note-22. ↑ mwagemwagimwagmAggettivi numerali, su mwagqgrammaticaitaliana.eu. mwaguURL consultato il 12 maggio 2025.
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